Dieta senza glutine: fa davvero bene a tutti?

Le 5 cose che non sai sul mondo del gluten free.

Negli ultimi anni la celiachia ha guadagnato notorietà, soprattutto a livello mediatico.

I prodotti senza glutine stanno conoscendo una diffusione sempre maggiore, per la  grande soddisfazione dei celiaci di tutto il mondo, per i quali fare la spesa o uscire per una pizza il sabato sera non fa più rima necessariamente con la parola ‘rinuncia’.

Che la dieta senza glutine diventasse addirittura una moda, diffusa e apprezzata anche tra i non celiaci, in pochi l’avrebbero preventivato.

Ma da dove deriva questo trend?

Una domanda legata ad un altro frequente quesito, rivolto con frequenza sia agli esperti che ai celiaci stessi: il gluten free fa bene veramente a tutti, compreso chi non è costretto ad assumerla per motivi di salute?

I punti di vista sull’argomento sono molteplici: nella nostra lista vi elencheremo 5 fatti che forse non tutti sanno, utili per farsi un’idea più precisa sulla questione.

Lo sapevi che…

  1. La dieta senza glutine, intesa come dimagrante è un’invenzione USA.

Ebbene sì. A quanto pare, l’attrice Gwyneth Paltrow rivelò che il proprio segreto per dimagrire era un’alimentazione totalmente priva di glutine. L’intero star system hollywodiano promosse la notizia con entusiasmo, scatenando i poteri dell’influenza sulla massa.

2. Cos’è il glutine?

Potrebbe sembrare scontato, ma non tutti hanno piena consapevolezza di cosa sia il glutine, qualcuno lo addita addirittura come una sorta di veleno.

Il glutine altro non è che un complesso proteico, presente naturalmente, in molti cereali come grano, orzo, segale.

La presenza di questo agglomerato proteico, soprattutto nell’ambito della panificazione, migliora elasticità e lievitazione. Solo i celiaci devono temerne l’assunzione.

3. Prodotti per celiaci e alimenti senza glutine sono due cose diverse

Non si tratta di due antipodi ma è bene fare un po’ di chiarezza.

Quando si parla di prodotti per celiaci, si intendono tutti quegli alimenti le cui formule sono state appositamente pensate per soggetti affetti da celiachia oppure da forme di intolleranza al glutine: sul loro packaging, infatti, è possibile, talvolta, leggere “senza glutine” (presenza glutine, sotto i 20 ppm) accompagnato dalla scritta,”specificamente formulati per celiaci/persone intolleranti al glutine”*

*Le scritte “senza glutine” e “specificatamente formulati per celiaci/persone intolleranti al glutine*, diventano obbligatorie in caso di prodotti erogabili al celiaco dal SSN.

Le preparazioni e le ricette senza glutine per celiaci richiedono un’attenta selezione di ingredienti e accurate fasi di preparazione: meglio informarsi bene in caso di ospiti celiaci a cena.

Con gli alimenti senza glutine, invece, il campo si allarga. Questa categoria comprende sia i prodotti il cui consumo è  adatto anche per i celiaci, come il riso o l’amaranto, naturalmente privi di glutine, sia quelli che certificano l’assenza di tracce di sostanze nocive per celiaci o intolleranti.

La dicitura “senza glutine” e/o relative declinazioni linguistiche in ambito europeo, sono un chiaro segno della politica di sensibilizzazione voluta dall’ UE (e dal mercato USA).

4. La dieta gluten free non si addice ai non celiaci

Gli esperti stanno cercando in tutti i modi di screditare i benefici delle diete prive di glutine, specialmente per i non intolleranti convinti che il senza glutine sia più salutare. I prodotti per celiaci, vengono preparati con formulazioni appositamente studiate e ingredienti sostitutivi che li rendono spesso carichi di grassi, comportando talvolta, carenze nell’apporto proteico e rischi legati all’ innalzamento degli indici glicemici, aumentando i rischi di malattie correlate.

5. Senza glutine vuol dire attenzione

Un concetto semplice, quasi scontato, ma che se non seguito alla lettera può comportare seri rischi. Il mondo celiaco richiede attenzione sotto ogni aspetto.

Le fasi della produzione vanno controllate, dalla selezione degli ingredienti alle tecniche utilizzate per impastare e cuocere. La contaminazione va scongiurata in ogni modo, poiché basta anche solo una molecola di glutine affinché i villi intestinali ne risentano.

Produttori ma anche ristoratori: il livello di attenzione aumenta sensibilmente, visto che pietanze e ricette subiscono vari passaggi. Per questo è importante scegliere con cura ristoranti e locali.

A questi cinque punti ne potremmo aggiungere un sesto: una sorta di consiglio riguardante i regimi alimentari in generale.

La migliore delle diete è quella che tenta di variare il più possibile gli alimenti.

La chiave dell’alimentazione è l’equilibrio, non la privazione.

Di Daniele Ghidotti

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