Guida ai taralli pugliesi senza glutine

La scorsa estate è scoppiata una vera e propria “Puglia-mania”. Del resto, è impossibile non amare alla follia questa regione, con il suo mare cristallino, le sue spiagge assolate, i suoi ulivi secolari e le sue città caratterizzate dal calore della gente. E soprattutto, non si può non adorare la cucina pugliese che è in grado di proporre ricette straordinarie a partire dall’antipasto di pesce fino ad arrivare al pasticciotto leccese. I piatti di questa cucina regionale sono infatti numerosi e tra quelli maggiormente apprezzati e imitati a livello mondiale ci sono senza alcun dubbio i taralli.

L’origine etimologica del termine “tarallo” è ancora incerta: potrebbe derivare dal latino torrere cioè “abbrustolire”, o dall’italico tar, ovvero “avvolgere”, o ancora dal francese danal, ossia pane rotondo. Attualmente, l’etimologia più plausibile è quella che lega il nome “tarallo” al greco daratos che significa “sorta di pane”, “prodotto panificato”. Secondo la tradizione, la nascita di questa ricetta risalirebbe al Quattrocento, quando in una Puglia caratterizzata da continue carestie una madre si vide costretta a preparare un piatto molto povero: degli anelli formati con un impasto di farina, lievito, olio di oliva, sale e vino bianco cotti al forno.

Taralli per tutti i gusti, anche per celiaci!

Dal Quattrocento fino ai nostri giorni, questi piccoli anelli di pasta dorata hanno fatto molta strada e si sono trasformati da piatto povero e di emergenza in un prodotto gourmet e d’eccellenza regionale. I taralli hanno progressivamente conquistato il cuore di tutti i buongustai e ormai è possibile trovare tantissime varianti dolci, salate e… ovviamente anche senza glutine!

La nostra amica giorgiaglutenfree ha deciso di condividere con noi la sua ricetta per dei deliziosi taralli gluten free classici. Il segreto per preparare un impasto perfetto è, come sempre, la farina; in questo caso Giorgia ci consiglia di usare un mix composto dalla stessa quantità di farina di riso e di farina universale Schaer Gluten Free. Si deve poi amalgamare la miscela di farine con gli altri ingredienti: 150 ml di vino bianco secco, 50 ml di Olio Extra Vergine di oliva, 5 grammi di sale.

L’impasto deve essere lavorato per creare la tradizionale forma ad anello caratteristica dei taralli. Questi anelli devono essere sbollentati in acqua non salata finché non vengono a galla. Giorgia spiega che questo passaggio, che avviene prima della cottura finale in forno, è fondamentale per ottenere dei taralli dall’aspetto lucido e dalla consistenza friabile, perfetti per uno snack o un aperitivo in compagnia!

Per questa e molte altre ricette gluten free correte a seguire la meravigliosa pagina Instagram di @giorgiaglutenfree e fateci sapere le vostre preferite.

Altre gustose varianti di taralli senza glutine

La ricetta di Giorgia è perfetta per preparare un impasto base che può poi essere aromatizzato in vari modi. Si può infatti aggiungere del peperoncino in polvere per avere una versione più piccante e saporita. Oppure si possono aggiungere dei semi di finocchio per avere un gusto ancor più particolare.

Se siete degli amanti del dolce, potete invece provare la ricetta per dei golosissimi tarallini con lo zucchero. Questi taralli sono molto simili a delle ciambelline dolci; sono infatti realizzati con un impasto di farina Revolution senza glutine, patate, zucchero e olio di oliva, che viene poi lavorato e fritto in olio bollente.

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